Avrai una figlia che verrà a lezione da me, e io noterò la somiglianza e mi incasinerò a metà frase, qualcuno ridacchierà, un altro folle nel corpo insegnanti. Ragazzi al sole fuori dalla porta, e chissà cosa dicono le regole. Passa in fretta il tempo quando di tempo non ne hai. La scelta codarda, la scelta sicura, nascosta dietro le giustificazioni l’unica scelta corretta riposa sulla costa nord. La scelta codarda, la scelta sicura a cazzeggiare con gli estremi inferiori del ‘700. Ripetersi è stagnazione, non miglioramento. Non credo nell’accelerazione ma in velocità diverse, e sto andando piano troppo piano. La scelta codarda, la scelta sicura dell’acrobata che se non guarda in basso non ha un posto dove cadere.

Avrai una figlia che verrà a lezione da me, e io noterò la somiglianza e tirerò dritto, e su un paio di fogli butterò giù una percentuale di tempo per pensarci, e quei fogli li appenderò alle pareti della mia stanza singola che puzza sempre di silenzio. Cosa succede fuori non ci ho mai fatto caso perché mi viene senso. Creare qualcosa così per lasciare il segno, scelta di lato, scelta secondaria che finge rispetto. Ed è sempre meno latte e sempre più fondente, dovrei dirglielo ma non ci penso mai abbastanza. Notti lunghe per scelta di lato, scelta secondaria a proteggere un narciso decrepito. Forse dicembre, forse neve, forse l’albero, se mi gira un peluche. Scelta di lato, scelta secondaria a tenermi compagnia una notte l’anno.

Stella marina, stella marina tutti i santi giorni.