Anche volendo dare retta a quella voce che ogni tanto si fa sentire per dirmi che non sto dando una possibilità alla possibilità, rimango dell’idea che ci sono insiemi troppo densi per garantirmi un posto fisso. Mi diresti che questa volta è diverso, mi diresti che non c’è neanche bisogno di stringersi un attimo, e altre cose sostanzialmente false, come sono falsi i piedistalli quando vai a lucidarli e ti si sbriciolano tra le mani perché l’idolo vero pesa un casino.
Pensavo fosse sabbia, nella clessidra della nostra distanza, ma è un grosso scoglio che non scenderà mai a meno di rompere tutto. Mi ci vedi a buttare via i cocci con mani di sangue, denti stretti e morale a palloncino? Mi ci vedi a ricominciare? È sempre così facile, ritrarre un impulso. Alla fine continuo a fare quello che faccio, e tu mi fai che la tasca della borsa non è un posacenere, e io non so cosa rispondere, ché prendessimo fuoco almeno un po’ di freddo se ne andrebbe.