Tag Archive: autostima


Perderti

Non cambia niente, sai. Che io ti piaccia o meno. Che non ti importi niente di me, come del resto mi sembra di capire non ti importi niente di nessuno. Ho pregato in quello che forse era un miracolo, o forse ci ho solo sperato, e quasi ci sei cascata, o meglio ci sono cascato io. Non perderò tempo a dirti che mi dispiace, ché la tua vita procede come al solito, nel male o nel bene. Avrei voluto essere fonte di bene. Avrei voluto stringerti forte e far sparire le lacrime con la mia magia, e lo desidero ancora, e ancora sarò qua se dovessi servirti, anche se non credo ti servirò mai. Non sarà il tuo gentile rifiuto a spegnere la scintilla.

Non cambia niente, davvero. Il conoscerti meglio, il sapere chi sei, il realizzare che sentimenti a parte non sei la persona giusta per me. Non ho il controllo del mio cuore, non ce l’ho mai avuto. Se il cielo dice che devo amarti nonostante tutto, così sarà finché non mi sarà concesso di dimenticarti. Non ti ho più parlato, e parte di me sa che sarebbe meglio lasciarti scomparire, ma se quella parte dovesse zittirsi come spesso fa con vergogna, ancora avresti il mio sorriso a tua disposizione, e io il tuo, per quel che vale. Non sarà l’assenza del tuo tocco a buttarmi sotto un treno, e se lo vorrai potrai tenermi compagnia nella sopravvivenza.

Non cambia niente, figurati. Che io sia innamorato. E che tu, alla resa dei conti, non lo sia. Sacrificio inutile, perdere quello che non ho.

do not say the moment was imagined / do not stoop to strategies like this

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Sindrome dell’impostore

Che tanto ce l’ho nello stomaco e dicono scrivere faccia terapia.

Lo so che prima servirebbero i successi e io non ho nulla da raccontare, ma razionalmente in questo non c’è niente di strano. E ho raccolto tutte le giustificazioni di questo mondo dietro al non *essere* ancora qualcosa di speciale, le ripeto prima di chiudere gli occhi e mi danno il buongiorno quando è ora di ricominciare. Valide forse in circostanze normali, ma queste a me non sembrano circostanze normali, mi sembrano circostanze perfette, quindi perfetto dovrei esserlo anch’io, e invece non ci sono neanche lontanamente vicino. Cosa merita lo sforzo che ho sempre tutto il tempo di fare? Dovrebbe contare qualcosa questo mio lento impreciso arrancare, di fronte a esistenze brillanti che in parallelo tengono pulito un castello di esperienze, e io che neanche tolgo la polvere di fianco al letto?

Mi hanno sempre dato un sacco di fiducia senza motivo, e mai mi si è posto il problema, che tanto ben riposta o meno non importava. Adesso però importa, e io non posso andare avanti senza sapere chi sono, ho bisogno di fare qualcosa con la mia vita, ho bisogno di sentirmi pieno, altrimenti andrò a fondo col resto dei miei sogni. Ma è da tanto tempo che l’unico ostacolo sono io, e sono io l’unico ostacolo che non ho mai capito come gestire, immerso in un mondo che dall’alto del mio isolamento neppure conosco davvero. C’è tutta una tendenza a drammatizzare che non so distinguere dalla realtà, e così non so mai quali sono le domande giuste, non so mai quando le mie risposte discendono da un qualche pensiero importante.

Mi salva che ho sempre creduto nella voglia più che in ogni altro fattore, ché il resto è scusa e non causa. E allora anch’io sono solo una scusa, anche per me al momento di prendere la penna sputare meraviglie o meno è solo questione di tenere gli occhi aperti. Ma se la scusa fosse doppia, se invece di un tutto che perde troppo tempo con niente fossi io stesso un nulla ben mascherato, avrei la doppia forza di scendere dal piedistallo, o finirei col perdermi definitivamente?