Archive for ottobre, 2016


Complicata

Sai più di tutto cosa mi distrugge? Il fatto che tu sia arrivata in un momento così clamorosamente sbagliato che l’unica speranza che mi resta per averti accanto è convincerti a farmi da angelo. Ma non voglio un angelo, non voglio fare leva su una qualche sindrome da crocerossina, e tantomeno voglio essere un peso. Ora come ora, un peso è tutto quello che posso essere. Guarda come mi sono ridotto. Il mio umore, il mio sorriso, dipendono ormai unicamente da te. Hai il controllo totale della mia felicità e non ricordo quando te l’ho lasciato. Non sono una persona, sono un disastro che cammina.

Ma non credo che siano le mie pietose condizioni a renderti speciale. Per me, per la mia sensibilità, sei speciale a prescindere, e sarei stato ben felice di mettermi nelle tue mani. Ma non c’è nulla di salutare, nulla di romantico, in quanto sta accadendo ora. Non sono capace a leggerti, e da parte tua non so se fingi, se davvero sei altrettanto incapace, o se più teneramente fingi per amor di speranza. Mi parli di gentilezza e sincerità, ma mi sembra un ossimoro e nei tuoi occhi non riesco a fare distinzione.

Dovrei dimenticarmi di te, prendere il tuo stupido stupendo sorriso e buttarlo via assieme a tutto ciò che ti riguarda, e tra neanche tanto ne avrò la possibilità. O forse dovrei parlartene, ma mi sembra allucinante riversarti addosso i miei problemi come se fossero una tua responsabilità, e poi ti credo sveglia a sufficienza da mandarmi a cagare nell’istante in cui ti vado a mostrare cosa significa davvero essere complicati. Quello che non dovrei fare è continuare a trascinarmi, e a trascinare te, in questo limbo di lunaticità e automutilazione.

Il punto è che non voglio incasinarti ulteriormente. Ma volente o nolente tu hai incasinato ulteriormente me, e adesso finché uno dei due non semplifica l’altro non ho alcuna speranza di guarire.

Mai più come prima

Sai, vorrei davvero spiegarti, dirti quello che provo, o meglio che non provo. E quasi le parole escono, ma ti sento lontana, lontana ben più di quando non ci sei, e le parole tornano giù. Non trovo conforto nella tua compagnia; non so perché sei qua, ti racconto quel che capita ma non so perché son qua io. Il fatto è che mi manchi, ma non so come dirtelo che mi manchi quando mi stai seduta davanti. Il fatto è che ti ho rotto, ci ho rotti, e non mi sono perdonato, e anche se sei lì non ti ho mai ritrovato. Mi dici di quello che faremo ma sono un sacco di stronzate, e scusa se non ho un modo carino per dirlo. Presumi quello che sono e neanche ci pensi che possa farmi male. Siamo sempre stati così distanti? Non provo fiducia, non ti vedo tranquilla, non è né sarà mai più come prima. Non so cosa fare, so che fa freddo, so che riscaldi. Vorrei stare così e non lasciarti scappare, giù nella tua spalla dove non devo vedere un sorriso che non è quello che ricordo, giù nei tuoi capelli dove non devo mettere in dubbio quello che è stato o quello che provo, giù nella tua anima dove non devo aver paura di quello che sono per te. E mentre penso tutto questo tu sei già sparita, e chissà quando tornerai. Chissà se un giorno, un meraviglioso giorno, sarà il mio cuore e non il resto a dirmi che sei tornata veramente.