Non credo di averci mai fatto caso, ma credo che il motivo per cui mi piace stare con te, o, diciamo, avere a che fare con te, sia che non mi sono mai sentito giudicato da te. È un sentimento, ed è chiaro che se questo è il problema mi sono sempre circondato delle persone sbagliate e il tuo essere te non è poi così speciale, ma in questo momento che davvero ne avrei bisogno, in questo momento che come capita spesso non ci sei, allora sì, è speciale. Potrei dire che il tuo silenzio, il tuo sorriso tranquillo, sono cose che dipendono per lo più da quanto poco ti importa di me. Ma non ho mai avuto il coraggio di dirlo, e forse più che codardia è istinto, e se siamo istinto mi va anche bene.

Non mi sono mai davvero aperto con te, non dopo la prima volta. E sì che ci ho provato. La prima volta non è andata male: hai detto le quattro cazzate che dovevi dire, credo anche pensandole, e neanche me le ricordo, anche se chiaramente non hanno aiutato. E di ricambio, con tutto quello che mi hai raccontato, non credo tu ti sia mai davvero aperta con me. Forse qua è dove dovrei accettare che tra di noi non c’è mai stato niente, ma in questo momento che ti sto pensando senza un particolare motivo, in questo momento che ho voglia di rivederti, allora sì, tra di noi c’è stato tutto. E lo so che anche tu mi pensi senza motivo, ho le prove, ho la tua calligrafia dove davvero non dovrebbe esserci.

Ti dirò la verità, ho cercato di dimenticarti più di una volta. Perché, perché, perché, non lo so. Cioé lo so ma sono motivi scemi. Sono sempre scemi i motivi per stare lontani. E poi, come dici sempre, non è mica cosi facile liberarsi di te. Ho cercato di soffocarti in così tanti modi. Ma stavo mentendo a me stesso, perché il tuo cuore dal portafogli non l’ho mai rimosso in tutti questi anni. Lo sai che all’inizio ti ho perso perché non volevo perderti? Già allora importavi più di quanto fosse ragionevole importare, e di quel fiero affetto tutto quello che ti ho lasciato è la mia frustrazione. Ma non me l’hai mai rinfacciato.

Boh, ci sto girando attorno, in questo momento, questo momento che non so cos’ha di diverso dagli altri, sto pensando che se potessi mai avere una persona vicino, non dico che vorrei fossi tu perché sarebbe superimbarazzante per entrambi, ma vorrei tanto fosse come te. Perché non sono a mio agio con te, e non sono capace a confidarmi con te, e non ci facciamo ridere a vicenda, e mai per un istante ho pensato che avremmo senso come un qualcosa. Ma se c’è una persona al mondo che può farmi stare bene, d’istinto quella persona sei tu. O, diciamo, è come te.

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