Non arriverei a dire che sono felice quando ti sto vicino, anche se sicuramente è fonte di piacere, ma tante cose lo sono. Probabilmente non riuscirei a starti a sentire per ore, anche se hai la voce così sottile che ignorarti non sarebbe un grosso peso. Analiticamente non posso andare troppo a fondo, eppure è semplice individuare un’affinità di spirito, che d’altra parte è un po’ una conseguenza ovvia dell’ambiente. La mia emotiva soggettività mi suggerisce bellezza, che è l’impulso di sorridere quando ti vedo, e interesse, che è l’impulso di sorridere quando ti penso; però non sono sensazioni nuove, né è così tanto raro che si presentino in coppia. E sarebbe inutile nascondere il desiderio del tuo tocco, adesso che fa ancora freddo, adesso che forse è più freddo di prima, ma non ho motivo di credere che il tuo calore sia più intenso di altri. E non ho altro in testa da quando ho aperto gli occhi, e non avrò altro in testa finché non li avrò chiusi parecchie altre volte, ma un pensiero fisso non si può dotare a priori di una connotazione positiva.

È difficile, tanto difficile negare che questa nausea sei tu che mi piaci.

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